Polveri fini: per proteggere la salute la CFIAR raccomanda un valore limite supplementare

Berna, 19.3.2014 - La Commissione federale d’igiene dell’aria (CFIAR) ha riassunto e valutato in un rapporto i risultati delle ricerche più recenti sugli effetti dell’inquinamento da polveri fini sulla salute della popolazione. La CFIAR raccomanda di fissare nell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico (OIAt) un valore limite d’immissione supplementare per le frazioni fini delle polveri (PM2,5).

Sette anni dopo il suo ultimo rapporto, la CFIAR ha nuovamente analizzato e valutato la situazione relativa all’inquinamento da polveri fini e ai suoi effetti sulla salute. Riconosce i sensibili progressi raggiunti negli ultimi anni dalla Svizzera nell’ambito della riduzione dell’inquinamento da polveri fini.

Il rapporto della CFIAR «Polveri fini in Svizzera 2013» considera i risultati più recenti della ricerca sanitaria in Europa, fra cui anche il noto studio svizzero SAPALDIA. I risultati dimostrano che anche al livello attuale l’inquinamento atmosferico provoca malattie e decessi prematuri. L’effetto nocivo è ben documentato anche per le frazioni più fini delle polveri con un diametro inferiore ai 2,5 micrometri (PM2,5) e per la fuliggine (cfr. riquadro 1). Contrariamente agli altri Paesi, in Svizzera il PM2,5 non è disciplinato separatamente.

Secondo la legge federale sulla protezione dell’ambiente (LPAmb) i valori limite d’immissione devono essere fissati in modo da proteggere la salute della popolazione. In aggiunta ai valori limite per il PM10, la CFIAR raccomanda di introdurre un valore limite d’immissione per il PM2,5. Il valore indicativo di 10 microgrammi per metro cubo di aria raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) deve essere integrato nell’OIAt quale valore annuo medio. La CFIAR propone inoltre di fissare un obiettivo di riduzione vincolante per la fuliggine cancerogena e di ridurre il relativo inquinamento dell’80 per cento nei prossimi dieci anni.

Il valore limite d’immissione proposto non rappresenta un cambiamento bensì piuttosto un rafforzamento della strategia di igiene dell’aria. Per poter rispettare il valore limite occorrono altre riduzioni alla fonte delle emissioni di inquinanti. Le previste norme Euro per i veicoli consentiranno ulteriori riduzioni sostanziali delle emissioni di fuliggine, di polveri fini e dei relativi gas precursori. Occorre migliorare con urgenza gli impianti di combustione a legna, una delle principali fonti di polveri fini, e altre fonti di inquinamento.

Per informazioni supplementari si prega di rivolgersi al prof. dott. N. Künzli, presidente della CFIAR, tel. 061 284 83 99 / 079 535 85 25

Riquadro 1: Effetti delle polveri fini sulla salute

A ogni nostro respiro, migliaia di particelle fini giungono nelle nostre vie respiratorie e penetrano nei polmoni. Questi inquinanti si depositano nei bronchi e negli alveoli, dove, a breve o a lungo termine, possono produrre effetti nocivi sulla salute. Più le particelle sono fini, più penetrano in profondità nei polmoni.

Gli studi scientifici più recenti dimostrano che l’inquinamento da polveri fini ha effetti significativi sulla salute dell’uomo anche in concentrazioni relativamente basse, come quelle misurate anche in Svizzera. Più elevato è l’inquinamento, più frequenti sono i disturbi e le malattie. La gamma di effetti analizzati è molto ampia e spazia dalla mortalità eccessiva dei lattanti allo sviluppo ritardato dei polmoni nei bambini, da malattie cardiovascolari e alle vie respiratorie a crisi di asma e allergie fino alla riduzione dell’aspettativa di vita in seguito a malattie cardiache e polmonari (compreso il cancro ai polmoni).

In Svizzera, gli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute sono analizzati nello studio nazionale di coorte SAPALDIA (Swiss Cohort Study on Air Pollution and Lung and Heart Diseases in Adults) diretto dalla professoressa Nicole Probst-Hensch presso il Swiss TPH di Basilea. Un confronto dei dati SAPALDIA con altri studi a lungo termine svolti a livello europeo hanno dimostrato che la mortalità dovuta alle polveri fini (PM2,5) aumenta anche con concentrazioni basse di 10-15 microgrammi per metro cubo di aria (valore medio annuo). I risultati della ricerca svizzera indicano fortunatamente che la salute migliora abbastanza rapidamente se il tenore di inquinanti nell’aria diminuisce. Le misure volte a migliorare la qualità dell’aria influiscono quindi in modo positivo ed evidente sulla salute della popolazione e quindi sull’economia.

Riquadro 2: Che cosa sono le polveri fini?

Le polveri fini PM10 (o polvere in sospensione PM10) sono composte da particelle con un diametro inferiore a 10 millesimi di millimetro (micrometri), pari a circa un decimo del diametro di un capello. Le particelle con un diametro inferiore a 2,5 micrometri sono definite polveri fini PM2,5 (o polvere in sospensione PM2,5). Da un lato, le particelle di polveri fini vengono liberate nell’aria, ad esempio in seguito alla combustione incompleta di carburanti e combustibili, ai processi industriali, al sollevamento della polvere delle strade o all’abrasione di freni, pneumatici, rivestimenti stradali e binari. Al contempo esistono particelle che si formano nell’aria a partire da precursori gassosi, come l’ammoniaca, gli ossidi di azoto, il biossido di zolfo e i composti organici. Le particelle con un diametro inferiore a 0,1 micrometri sono definite particelle ultrafini che si formano nel corso di processi di combustione o a partire da gas. Aumentano le loro dimensioni legandosi con altre particelle o gas. Le polveri fini sono costituite da diversi composti chimici. Particolarmente nocive per la salute sono le piccolissime particelle di fuliggine, cancerogene. In Svizzera le principali fonti di emissione sono il traffico e gli impianti di riscaldamento a legna. Una grande quantità di sostanze gassose, che favoriscono la formazione di particelle, provengono dall’agricoltura e dal traffico.

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Ultima modifica: 16.07.2018